Il nuovo Regolamento Mediterraneo europeo
01.06.2010

Gli italiani si preparino a dire addio ad alcune prelibatezze che dal mare finiscono nel piatto, soprattutto d'estate. Ovvero seppie, calamaretti e telline, rossetti, bianchetti e latterini, frittura di paranza. Da martedì 1 giugno entra in vigore il Regolamento Mediterraneo: la Commissione europea detta nuove regole per la pesca, con maglie più larghe che rendono impossibile, ad esempio, la cattura dei calamaretti e dei rossetti essendo molto piccoli, e nuove distanze dalla costa a non meno di 1,5 miglia per le reti gettate sotto costa, che diventano 0,3 per le draghe usate per la cattura dei bivalvi, come telline e cannolicchi che vivono e si riproducono a pochi metri dalla costa. Alimenti che godono di una solida tradizione gastronomica italiana ma che si scontrano con l'obiettivo dichiarato dell'Ue di tutelare le specie a rischio e il nutrimento dei pesci adulti, imponendo quindi limiti a metodi e confini dei territori di pesca.
Il Regolamento Mediterraneo è penalizzante soprattutto per l'Italia, Paese della piccola pesca a cui si dedica il 5% della flotta. Ora bisogna affrontare una nuova realtà che, a detta delle associazioni di categoria a partire dall'Agci Agrital, deve essere governata, dopo aver giocato a Bruxelles senza successo la carta di deroghe e proroghe. E se non sono mancate le proteste, come quella dell'associazione Marinerie d'Italia davanti al ministero delle Politiche agricole a Roma, ora si pensa ai Piani di gestione da presentare all'Ue, ovvero a deroghe per maglie e distanze dalla costa che permetterebbero la cattura delle specie messe a rischio dalle nuove disposizioni; ma anche a misure economiche in grado di alleviare i pescatori penalizzati.
< br > Fonte: repubblica.it
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